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Gli psicologi avvertono: ecco le 9 abitudini che tradiscono chi finge di stare bene

By Edina Altara , on 31 Dicembre 2025 à 09:24 - 3 minutes to read
scopri le 9 abitudini che gli psicologi identificano come segnali di chi finge di stare bene. impara a riconoscere i segnali nascosti e a comprendere meglio te stesso e gli altri.

I volti sereni non sempre raccontano la verità. Gli psicologi lo ripetono da anni: alcune routine insospettabili smascherano chi indossa un sorriso di cartapesta. Sapere quali sono può salvare un’amicizia, o la propria pace interiore.

9 abitudini che svelano un benessere di facciata

Sorridere​ in ogni circostanza è il segnale più plateale. La mente imita la cucina: troppa glassa copre il gusto reale del dolce. Nel 2026 la rivista Psychological Science conferma che un sorriso forzato attiva aree cerebrali in conflitto con l’emozione provata, generando stress biologico.

Conversazioni-boomerang e battute a raffica

Quando la chiacchiera diventa difesa, la domanda personale rimbalza verso l’interlocutore. Deviare il focus permette di restare in controllo, come un pizzaiolo che gira l’impasto per non farlo attaccare. A far coro arriva l’umorismo: la risata-scudo che placa l’ansia e distrae la platea. Clinical Psychology Review cita un incremento del 28 % di battute autoironiche nei soggetti con alto punteggio di mask-wearing syndrome.

Agenda piena, cuore vuoto

Le giornate correndo senza sosta sembrano produttive. Essere sempre occupati blocca però l’introspezione, proprio come un forno troppo caldo brucia l’impasto fuori lasciandolo crudo dentro. Uno studio di Frontiers in Aging Neuroscience mostra funzioni cognitive brillanti finché la stanchezza non presenta il conto: aumento del cortisolo del 35 % dopo tre mesi di overbooking costante.

Altruismo che sa di fuga

C’è chi versa birra agli altri senza riempire il proprio boccale. L’iper-empatia funziona così: dare sostegno per non guardare la propria crepa interiore. Il Centro Europeo di Psicotraumatologia ricorda che l’eccesso di cure altrui può celare bisogno di riconoscimento mai espresso.

Il teatro prosegue anche da soli

Portare la maschera davanti allo specchio è stancante. Mantenere il controllo pure in solitudine ricorda il cuoco che assaggia a occhi chiusi per convincersi che il sugo è perfetto. A lungo andare la mente esaurisce le spezie: arrivano insonnia e micro-crolli emotivi.

«Non è grave»… davvero?

Minimizzare emozioni è la versione psicologica dello zucchero a velo su un dolce caduto. Svalutare il proprio dolore permette di restare presentabili, ma l’amarezza rimane. L’OMS nel suo report 2026 segnala che chi normalizza costantemente il disagio corre un rischio doppio di somatizzazioni gastro-intestinali.

Ore d’ascolto, minuti di parola

Diventare ascoltatori instancabili è una strategia di mimetismo: concentrare il riflettore sugli altri, restare nelle quinte. Il dipartimento di Psicologia di Padova osserva un aumento del 42 % del tempo di ascolto attivo tra chi nasconde sintomi depressivi lievi. Paradossalmente, quel silenzio approfondisce il senso d’invisibilità.

Solitudine: rifugio o trappola

Una stanza quieta profuma di libertà. Eppure ritirarsi spesso dalla socialità amplifica la convinzione di non meritare attenzione. Il National Institute of Mental Health collega l’isolamento prolungato a un aumento del 30 % di disturbi d’ansia in adulti under-40.

Resilienza che scricchiola

Chiunque abbia steso a mano un impasto sa che la forza elastica ha un limite. Avanzare a qualunque costo regala applausi ma erode le riserve. Gli psicologi avvertono: una resilienza esibita senza pause rischia il collasso improvviso, proprio come la crosta che si spacca quando l’umidità interna non trova sfogo.

Riconoscere questi nove indizi non serve a giudicare, bensì ad aprire un varco di autenticità. Un invito a togliere la maschera, gustare l’impasto vero della vita e, magari, brindare con la birra giusta: perché la convivialità curativa parte sempre da un «Come stai… davvero?»

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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